domenica 30 settembre 2012

il raponzolo e l'effimero

Nelle Dolomiti, verso i 2.000 metri di altezza, su qualche parete rocciosa a strapiombo, in qualche fessura della roccia, nel pieno dell'estate a volte la meraviglia di incontrare uno dei fiori più belli  e rari della montagna: il raponzolo di roccia, (Physoplexis comosa), conosciuto anche come artiglio del diavolo per la sua forma.

Il raponzolo in tutta la sua bellezza, poi sulla stessa parete, in una località frequentata solo da rarissime persone per la difficoltà di arrivarci, una sorpresa che mi ha fatto meditare su quanto sia effimera la nostra vita, la data e le firme scritte a matita di persone ormai scomparse da molto tempo e queste firme   sono probabilmente quanto resta  di ragazzi che in una calda giornata di estati lontane hanno raggiunto quel posto, scherzato e magari anche amoreggiato.

Mi commuove il pensiero di un tratto di matita che attraverso i secoli porta al ricordo di sentimenti e palpiti ormai appassiti dal tempo.





10 commenti:

Lara Ferri ha detto...

E' commovente davvero, leggere quelle scritte.Meglio però non pensarci troppo, finisco in un'angoscia esistenziale:)
Quei fiori sono un miracolo, uno dei tanti della Natura non ancora contaminata.
Grazie Sileno, un caro saluto.
Lara

Adriano Maini ha detto...

Poesia della natura e delle tue parole!

ale ha detto...

ah! che bello Sileno scoprire grazie ai tuoi post di avere tra i miei ricordi e le mie foto questo fiore così prezioso e solitario. Un bacio!!! ^___=
Ale

randi ha detto...

effimero, malinconico, poetico...

rosso vermiglio ha detto...

io mi commuovo nel vedere queste foto! Sono una che va "a caccia" di fiori da fotografare, immagina quindi quanto mi possa interessare questa rarità!

la fenice risorta ha detto...

E'semplicemente meraviglioso,da qualche parte delle Dolomiti c'è anche il mio nome.non certo in quei strapiombi.Non sò se è lo stesso ma l'artiglio del diavolo viene usato in omeopatia come antinfiammatorio,ma non credo che vadano a cercarlo a quelle altezze.
Ciao Sileno.

Gibran ha detto...

Sileno scusa mi sono dimenticata di mettere Gibran e Google a messo quello di prima.

Bl4cKCrOw ha detto...

E' un effimero sospeso fra la gioia d'averlo vissuto e la malinconia di doverlo ricordare... E ci sono nostalgie che purtroppo non lasciano scampo...
Post veramente significativo... Lo condivido sul mio Facebook se non ti dispiace... A presto Sileno

riri ha detto...

Bel fiore, se poi si pensa a come nasce..
Un caro saluto.

speradisole ha detto...

La natura ha dotato i frutti dell'artiglio del diavolo, di una forma uncinata e legnosa che può pungere le zampe degli animali che per il dolore saltano e sembrano "indiavolati". E la cosa mi meraviglia un po' perchè di solito le piante richiamano non allontanano gli animali, per poter disperdere i solo semi nei terreni circostanti.
Comunque si vede che il sistema funziona lo stesso.
Bellissime e romantiche sono quelle firme sulle rocce.
Ciao Sileno, un abbraccio.

P.S. Numerosi studi clinici confermano le sue proprietà antinfiammatorie.