lunedì 1 aprile 2013

i bimbi di Estremadura

I bimbi di Estremadura
vanno scalzi.
Chi gli ha rubato le scarpe?



Li ferisce
il caldo e il freddo.
Chi gli ha strappato i vestiti?



La pioggia
gli bagna il letto e il sonno.
Chi demolì la casa?



Non sanno
i nomi delle stelle.
Chi  gli chiuse la scuola?



I bimbi di Estramadura
sono seri.
Chi fu il ladro dei loro giochi?
                  (Rafael Alberti)





foto tratta da internet
I versi del grande poeta spagnolo: Rafael Albert, mi hanno ferito, perché  mi hanno fatto riflettere sul mio benessere attuale in questo Paese in decadenza, confrontato con gran parte del PianetaTerra dove  "I bimbi di Estremadura" sono miliardi e vivono senza scarpe, senza vestiti, senza case, senza scuole e troppi anche senza affetti e senza futuro, sono lontani dai nostri occhi e di loro ci arriva  solo qualche piccolo frammento che prontamente rimuoviamo, perché ci disturba, tanto: Cosa possiamo fare noi?
E questo punto interrogativo ci assolve, ci giustifica e così non ci pensiamo più.
Purtroppo è la loro estrema indigenza che ci consente il tenore di vita che fino a tre anni fa credevamo fosse inesauribile.
 Molti italiani in questi ultimi anni vivono in condizioni molto precarie a causa della crisi che ha maciullato le aspettattive di centinaia di migliaia di famiglie riducendole in miseria, mentre il 10 % di coloro che possiedono quasi la metà della ricchezza italiana, si sono ulteriormente arricchite a dismisura; oppure messa in altro modo ecco altre cifre che fanno pensare: Le dieci persone più ricche d'Italia, possiedono un patrimonio che è pari a quello posseduto dai tre milioni di italiani più poveri.
Ritorno alla domanda iniziale: Cosa possiamo fare noi?
Se qualcuno ha delle modeste disponibilità, ci sono molte ONLUS impegnate a dare sostegno, salute, cultura e vita ai " bimbi  di Estremadura" di tutto il mondo, mi permetto di citarne una: http://www.savethechildren.it/

foto tratta da internet



7 commenti:

Gibran ha detto...

CONOSCO BENE QUESTA REALTA.DA ANNI SONO UNA MODESTA MA COSTANTE SOSTENITRICE.
GRAZIE SILENO.

ale ha detto...

condivido Sileno il tuo appello e cerco (con poco sicuramente) di non far mancare il mio sostegno.

White ha detto...

Yo, como natural de Extremadura y residente en esta región española, tengo mi propia opinión sobre el poema de Alberti. Fue un gran poeta, comunista radical, enemigo de los crímenes del militarismo de Franco, del fascismo, etc... pero tolerante con los crímenes del comunismo soviético. Es verdad que eran tiempos de mundos enfrentados radicalmente y casi había obligadamente que tomar partido. En su vejez fue menos radical e incluso vivió integrado en el sistema monárquico español. El poema sobre el niño extremeño no es otra cosa que una metáfora sobre la pobreza, representada en la región más pobre de España: Extremadura.
En cuanto a la foto, esta sí representa con toda crudeza la miseria y muerte de un tercio de la humanidad que es incapaz de sobrevivir. Recuerdo esa imagen por ser la portada de un disco punk de los "Dead Kennedys"
Un abrazo
W.

Adriano Maini ha detto...

Modesto sostenitore anch'io. Ma vorrei un possente ritorno alla bella politica anche per salvare dalla fame tanti bambini nel mondo.

Sileno ha detto...

@ Gibran,@ Ale,@ Adriano,
Grazie per la vostra sensibilità, siamo tutti modesti sostenitori, ma anche un grande fiume è grande perché tanti rivoletti di acqua si sono uniti per fare il grande fiume, anche tanti rivoletti di sostegno alle cause giuste contribuiscono a migliorare le condizioni di vita di tanta umanità anche se il problema è ancora irrisolto e centinaia di milioni di innocenti soffrono e muoiono per fame, guerre e malattie mentre questa società decadente è disponibile a sperperare miliardi di Euro per un po' di giovanotti in mutande che rincorrono una palla o ancora peggio a sperperare miliari in armamenti a fare milioni di vittime innocenti.
@ White
grazie per aver illustrato la figura di un grande poeta, tuo conterraneo: Rafael Alberti.

Bl4cKCrOw ha detto...

Grazie

speradisole ha detto...

Difficile commentare queste immagini e queste parole, si sente angoscia. Ma che possiamo fare di concreto? Qualcosa che aiuti davvero questa gente e fare in modo che gli aiuti non finiscano in mano ai soliti furbi che ci sono dappertutto? E' questa l'angoscia: una appartente impotenza.
Ciao Sileno, un abbraccio.