lunedì 6 agosto 2012

altri tempi

evoluzione di un'epoca




locomotiva gruppo 740

particolari vettura di III classe



bielle




sul ponte della Libertà Venezia


le Frecce Rosse



Il treno degli emigranti
Non è grossa, non è pesante

la valigia dell'emigrante...
C'è un po' di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio...
un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l'ho portato:
nella valigia non c'è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane.
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù...
Ma il treno corre: non si vede più.
                                                                     Gianni Rodari


8 commenti:

Lara Ferri ha detto...

Accostamenti meravigliosi, Sileno.
La vecchie bellissima locomotiva, le frecce rosse e una struggente poesia di Rodari...
Grazie!
Ciao,
Lara

rosso vermiglio ha detto...

E' cambiato il mezzo di spostamento, ma il fenomeno della migrazione è ancora argomento attuale. Siamo diventati terra che ospita migranti, ma noi stessi non abbiamo smesso di esserlo purtroppo.
un caro saluto

Adriano Maini ha detto...

Quanta storia, negli aspetti belli, quasi felici, e in quelli tristi ma da ricordare! E, poi, per i treni d'antan io provo ancora una certa passione!

randi ha detto...

avrei voluto essere migrante e, invece, mi ritrovo pendolare!
belle foto :)

Gibran ha detto...

Ha ragione Lara hai fatto un'accostamento perfetto.
Ricordo i trenini locali con panchine di legno e cancelli al posto delle portiere.
Che nostalgia!
Ciao caro amico.

Bl4cKCrOw ha detto...

Quante verità nelle parole di Rodari... Scatti affascinanti come sempre i tuoi, anche se, ad esser sinceri, non mi sono piaciute molto le Frecce Rosse...
A presto Sileno :)

speradisole ha detto...

Molto interessante l'accostamento. Tra la prima foto (la locomotiva) e l'ultima (le frecce rosse) non sono passati molti anni, ma la differenza si vede e si trova anche viaggiando. Tuttavia anche le cose vecchie anche un loro fascino, rivelano le idee delle invenzioni. Dopo si può solo migliorare.
Ciao Sileno, un abbraccio

rosso vermiglio ha detto...

Nella notte di San Lorenzo mi sono chiesta: chissà come si vedono bene in montagna quei frammenti che s'incendiano chiamate lacrime. Lassù, lontano da luci, dev'essere tutta un'altra cosa osservare il cielo.
Ciao :)