mercoledì 29 febbraio 2012

il tarassaco









Riprendo con qualche scheda di botanica relativa alle erbe officinali: Il tarassaco o  dente di leone o radicchio di campo.


Credo che tutti conoscano questa umile pianticella che a primavera copre i prati di montagna con un mantello di fiori color oro.


E' una pianticella preziosa dal punto di vista alimentare e per i benefici che apporta al corpo umano, dal favorire la digestione a depurativa del fegato, del pancreas, dell'intestino; è diuretica (da cui il nome popolare di "piscialetto"), antiscorbuto, cura le infiammazioni, le ulcerazioni, le malattie della pelle, ( dermatosi, eczemi, irritazioni).


E' una pianta diffusa in tutto il mondo, ma secondo Maurice Mességué era ignorata dagli antichi greci e dai romani, si ritiene pertanto che sia stata introdotta nel corso delle invasioni barbariche.


Per gli usi alimentari la piantina va raccolta all'inizio della primavera, conficcando la punta di un coltello nel terreno e ruotando per tagliare la radice grossa come un dito, poi dopo un' accuratissima pulizia per liberarla dalle foglie secche o marce, dalla terra e dai residui di erba, si può condire come una normale insalata; è considerata una prelibatezza condita con sale, pepe, aceto e lardo tagliato a dadini e fuso.


A me piaceva come la condiva mia nonna, con sale, pepe, aceto e burro fuso , forse è per il ricordo dei sapori della fanciullezza, ma io l' apprezzo particolarmente condita in questo modo.


Le piantine più deliziose e croccanti sono quelle che si raccolgono ne campi in montagna a primavera avanzata





subito dopo lo scioglimento della neve, altrettanto deliziose pure quelle cresciute sotto le foglie secche, oppure nei cumuli di terra sollevati dalle talpe, allora si trovano delle belle piante bianche, carnose e tenerissime.


Quando la pianta di tarassaco diventa adulta, allora diventa dura  ed molto amara, con dei bottoni da cui poi cresceranno i fiori, in quello stadio non è più buona condita insalata, ma si può utilizzare cotta come gli spinaci o le biete.


I bottoni (boccioli) è possibile conservarli sotto aceto come i capperi che possono pure sostituire.


Il lattice bianco che fuoriesce spezzando il gambo, veniva usato per eliminare le verruche, essendo un blando corrosivo, invece la radice del tarassaco in tempi di vacche magre come durante le guerre, tostata e pestata era un buon surrogato del caffè.


In conclusione una pianta che è una vera prelibatezza nonché una sana ed economica farmacia.



13 commenti:

stella dell 'est ha detto...

Non vedo l'ora che ce ne siano tante,ne vado ghiotta!

Gibran ha detto...

Da noi in toscana la chiamiamo "pisciacane"non sò perchè.Ma è una pianta che la riconosco benissimo,anch'io che quelle buone stento a distinquerle.
Ciao Sileno Grazie.

Adriano Maini ha detto...

Ne sapevo veramente poco! Devo ammetterlo!

rosso vermiglio ha detto...

Ne raccolgo a volontà in primavera, ma non ne conoscevo tutti gli usi, grazie!!

rosso vermiglio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lara ha detto...

Stavolta credevo di sapere tutto del tarassaco che ho preso come logo del mio blog:)
Invece, ancora una volta, ho imparato tante cose che non conoscevo.
Grazie Sileno, ciao!
Lara

speradisole ha detto...

Molto comune e molto infestante in senso buono. Si semina da solo con i suoi piccoli paracaduti che volano lontano. Un ingegno della natura.
Vorrei aggiungere due cose simpatiche su quest'erba medicinale.
Non trova usi esterni, però con i suoi fiori freschi, in infuso, si possono schiarire le efelidi.
Un gioco divertente che facevo da piccola era raccogliere il fiore quando è già un soffione, soffiare via i semi e tagliare il gambo, "per il lungo" in tre o quattro strisce (è facile farlo semplicemente premendo il polpastrello all'inizio del taglio). le strisce si arricciano ed annodate diventano bellissimi orecchini.
Ciao Sileno, un abbraccio.

riri ha detto...

Conoscevo parzialmente questa pianta, mia sorella Giulia me la portava spesso, la facciamo anche per condire la pasta, passata in padella con agli olio e peperoncino, ma tutto il resto lo ignoravo. Un abbraccio Sileno, il soffione finale (foto molto bella) piace molto al mio nipotino:-) Buona giornata.
ps. qui in Pimonte è chiamata anche cicoria.

ale ha detto...

anche i miei avi vicentini la chiamavano "pisacan" :-) è buonissima!!! ricordo la mia nonna in primavera chinata nei prati intorno a casa che ne raccoglieva borse intere!

accantoalcamino ha detto...

Ciao Sileno, io conservo i boccioli sott'olio e lo uso molto..oltre a raccoglierlo con gioia, bacio.

L'omino con la chitarra ha detto...

..fantastico... allora mi muoverò per raccoglierla in montagna...

canGiando ha detto...

Ignoravo tutte queste cose...molto interessante

accantoalcamino ha detto...

Ti lascio questo mio link se ti va:
Primavera d'intorno brilla nell'aria e per li campi esulta